Ottimizzare un e-commerce B2B: 3 step da seguire

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e-commerce btob

Spesso si parla di e-commerce in forte crescita riferendosi alla vendita business to consumer… ed il business to business?

ecommerce b2b

E-commerce in crescita, come detto nel precedente articolo anche l’Italia sembra essere sulla strada giusta.

La trasformazione della vendita passa attraverso i canali b2c, ma non è assolutamente da sottovalutare il b2b! Anche in questo settore infatti la crescita è costante e decisa

La vendita riservata ai titolari di partita iva, quindi piccoli/medi commercianti o G.D.O., è parte integrante dell’intero sistema commerciale: non esiste b2c senza b2b (e viceversa).

Sicuramente la vendita online b2b è differente dalla più diffusa b2c, ma ha molti punti in comune che spesso vengono ignorati e sottovalutati, commettendo errori che possono davvero nuocere al proprio business.

Per questo motivo ho deciso di elencarvi i 3 step necessari ad ottimizzare al meglio un e-commerce b2b, vediamo quali sono!

  1. Curato è meglio. Spesso si pensa che un un e-commerce b2b non debba essere “curato” come uno shop dedicato alla vendita consumer: niente di più sbagliato! Descrizione prodotto dettagliata, immagini ben definite e suddivisione ottimale delle categorie non sono caratteristiche esclusive del b2c! Come i normali consumatori, anche i negozianti e proprietari di azienda sono sempre più esigenti: quando si vendono dei prodotti online, indipendentemente dal settore commerciale a cui si fa riferimento, l’ottimizzazione di questi elementi è fondamentale per ottenere delle buone conversioni ed aumentare il proprio fatturato! Un esempio pratico potrebbe essere quello di un negoziante che acquista dell’abbigliamento per il suo store: non è sufficiente indicare il nome del prodotto a corredo di una piccola immagine “dimostrativa”, ogni buon commerciante vuole sapere e conoscere tutto dei prodotti che venderà ai suoi (cari) clienti, tra cui il tipo di tessuto, vestibilità delle taglie etc etc.
  2. Pagamenti. Nel commercio b2b spesso gli acquisti possono raggiungere cifre davvero consistenti: avere a disposizione più di un metodo di pagamento può agevolare la vendita. Ricorda sempre che le carte di credito hanno un plafond massimo a cui devono far riferimento, quindi un metodo alternativo per il trasferimento del denaro può decidere le sorti di una (buona) vendita.
  3. Analizzare i dati. Vendere ai negozianti significa avere un magazzino ben assortito. A differenza del b2c, le quantità per ogni tipologia di prodotto assumono un volume consistente: analizzare i dati di vendita o magari implementare un sistema di valutazione dei propri prodotti direttamente sull’e-commerce, ci aiuterà a non commettere errori nella commercializzazione di determinati prodotti, evitandoci di incorrere in costose e ingombranti giacenze di magazzino (da dover poi svendere a prezzo di produzione). Della serie “si impara dai propri errori”, analizzando l’andamento delle vendite e le preferenze dei nostri clienti (commercianti).

Questi erano i 3 punti fondamentali da seguire nella creazione del proprio e-commerce b2b, se vuoi scoprire altre strategie interessanti per migliorare ed ottimizzare il tuo business, scarica il report gratuito che trovi qui sulla destra!

Stefano Pelati
Stefano Pelati
Co-fondatore di SOS Conversioni e fondatore di easyadwords.it 
con oltre 5 mln di budget gestiti 
in AdWords, dal 2008 aiuta imprese ed eCommerce a migliorare i propri risultati online attraverso test e lead generation.

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